Quello che le brave ragazze non dicono

Dal cuore… Dall’anima…

Ancora una volta… Buon Compleanno!

Sono ormai cinque anni che questa serata per me si svolge più o meno allo stesso modo. E da qualche anno ormai i giorni precedenti a questa sera sono costellati da mille pensieri sulle parole più belle da scrivere per farti gli auguri. Perchè ormai di parole per te ne ho scritte tantissime. E a volte mi sembra di ripetere sempre le stesse.

Ormai è il sesto post che scrivo per farti gli auguri. Eppure non riesco a rendermi conto che sia passato così tanto tempo.

Il primo l’ho scritto nel 2008. Ci eravamo appena conosciuti, ci stavamo conoscendo, ci stavamo prendendo le misure. Eravamo due persone che iniziano a scambiarsi parole e che si rendono conto di averne tante in comune. Iniziavamo a trovare affinità su affinità, a sentirci simili e vicini, a scambiarci impressioni e confidenze. Iniziavamo a diventare amici. Mi sembra di ricordare che in quell’occasione non ho scritto un post vero e proprio, forse mi sono limitata ad un augurio alla fine di un post che parlava di tutt’altro. Ma le parole solo per te non sono tardate ad arrivare.

Nel 2009 ho scritto un post che ancora adesso mi stampa il sorriso sulle labbra a ripensarci. Ho passato la serata a scrivere in dialetto. E quanto cazzo è stato difficile!!! Pensare che poi quel post è sparito nell’etere… Quanto mi piacerebbe rileggerlo ora. Avevo appena lasciato il mio ex. Non ero riuscita a scrivere neanche mezza parola su quella rottura sul mio blog. Ero riuscita a scriverne soltanto sul tuo. Eri una delle poche persone a cui ne avevo parlato. Eri quello con cui mi confidavo più di tutti. Quella sera ti ho fatto gli auguri definendoti un uomo col cuore e con le palle. Ancora non sapevo quanto quel cuore e quelle palle sarebbero state in grado di sconvolgermi.
Ero un fiore che iniziava a sbocciare. E tu c’eri.

Un anno dopo era già cambiato tutto. Un anno dopo non eri più soltanto un amico. Un anno dopo eri l’uomo che mi stava facendo scoprire cose di me che non immaginavo possibili. Eri l’uomo che mi stava insegnando la passione. Tra altissimi e bassissimi. Eppure in quel periodo tu mi hai fatto capire che cosa vuol dire sentirsi desiderata. E nessuno mai mi ha fatto sentire tanto desiderata come te in quel periodo. Nel 2010 di parole belle per te ne ho scritte a milioni. Forse le più belle di tutte. Quell’anno su questo blog ho scritto un post qualche giorno prima del tuo compleanno in un momento particolarmente difficile per te. L’ho riletto prima di iniziare a scrivere queste righe e mi sono detta “non riuscirò mai a scrivere qualcosa che sia così bello”. Nel 2010 ti ho anche scritto una lettera. Te l’ho data soltanto mesi dopo, quando ormai quello che c’era scritto tra quelle pagine era già stato stravolto dal suo arrivo. Ma non mi sono mai rimangiata neanche una sillaba di quello che avevo scritto. Dopo aver letto quella lettera mi hai detto che non sapevi come avresti trovato il coraggio di distruggerla. Che avresti preferito mangiarla pezzo per pezzo. Non ho mai saputo che fine abbia fatto, ma so che non è andata persa.

Il posto più difficile da scrivere è stato quello del 2011. Ti odiavo, In quel momento ti odiavo davvero. Erano passati soltanto pochi mesi da quella foto che mi avevi sbattuto in faccia, da qull’immagine di te insieme a lei che mi aveva fatto vomitare pure l’anima ma che non mi aveva fatto versare neanche mezza lacrima. Ti odiavo. Eppure non ti ho fatto mancare le parole più belle che riuscissi a tirare fuori nei tuoi confronti in quel momento. E’ stato tremendamente difficile scrivere quelle righe. Eppure l’ho fatto. E tu hai fatto finta di non averle nemmeno lette. Non c’è stato neanche un banale “grazie” da parte tua. Da quel momento non ci siamo più sentiti per mesi. Era stata l’ennesima umiliazione. L’ennesima dimostrazione di quanto poco ti importasse di me.

Non avrei mai immaginato che soltanto un anno dopo gli auguri, oltre che scriverteli qui, avrei potuto farteli di persona. Eppure è sucesso. Ed è stato bellissimo, per me, poterlo fare. Soltanto pochi minuti, un caffè veloce prima di andare a lavoro. Ma l’emozione di averti potuto augurare buon compleanno gurdandoti negli occhi ancora non me la scordo. Avevo appena ricominciato a fare pace con tutto quello che avevo passato per te. E quella mattina, in quei pochi minuti, ho avuto la netta sensazione che le nubi si stessero allontanando.

Oggi sono ancora qui, con parole forse nuove, forse sempre le stesse. Eppure mi pare impossibile essere ancora qui a scrivere di te. C’è stato davvero un momento in cui credevo che non saresti mai più rientrato nella mia vita. Ma sei qua. Siamo qua.
Penso di aver provato per te quasi tutti i sentimenti che una persona possa provare nei confronti di un’altra. E ancora adesso non riesco a capire come ho fatto a superare tutto il male che mi hai fatto. Ma sono riuscita a lasciarmelo dietro le spalle. Pur non dimenticandolo.
Lo strano rapporto che abbiamo io e te è fatto anche di questo. E ne abbiamo passate talmente tante che ormai è la consapevolezza di chi abbiamo davanti a tenerci vicini. La capacità di tenerci l’un l’altro alla giusta distanza. Di lasciarci essere ciò che siamo senza porci inutili limiti che servirebbero solo a velare una sincerità che si basa, prma di tutto, sulla certezza che in fondo a tutto c’è un affetto infinito che non è in discussione. So che ci tieni a me. Anche se non lo dici mai.

Cinque anni fa ero una ragazzina. Tu mi hai vista cresere in modo diverso da chiunque altro. Tu hai visto la donna che c’era in me e mi hai fatto capire come tirarla fuori. E’ cambiato tutto da quando ci siamo conosciuti.

Eppure sono ancora qua, ad augurarti ancora una volta Buon Compleanno.

Un bacio

La tua Boccadirosa


Buon compleanno!

Non voglio perdere le buone abitudini e non voglio far mancare fra le mie pagine virtuali un post per te in questo giorno (l’anno scorso mi sono anche incazzata tanto perchè non hai nemmeno lasciato un commento, ma questa è un’altra storia!), anche se oggi ha un sapore diverso… Oggi quel “buon compleanno!” non l’ho dovuto scrivere in un sms o in un post, ma te l’ho potuto dire guardandoti in faccia… Ed è assolutamente una bella sensazione!
Una bella sensazione perchè dopo tanto tempo e dopo tanti brutti momenti riesco a riavvicinarmi a te con serenità, senza avere voglia di prenderti a calci in culo… E una bella sensazione anche perchè, diciamocelo, anche un semplice “buon compleanno” può avere mille colori… E per me ha avuto il colore di quel sole che splendeva timido in lontananza, oltre la vetrina del bar, mentre dalla parte opposta si vedevano arrivare nuvoloni carichi di pioggia…
Avevo pensato ad un regalo da farti… Un pensiero, come nel mio solito stile, non cose di valore economico, ma con un ben preciso valore “emotivo”… Il problema è che ieri ho girato in lungo e in largo per cercare il tuo regalo ma non l’ho trovato! Volevo regalarti un fazzoletto con un nodo ad un angolo… E il biglietto avrebbe spiegato il perch, anche se non è così difficile da intuire… Solo che i fazzoletti di stoffa ormai non si trovano più da nessuna parte!!!
Il biglietto l’ho anche scritto… Ma non avrebbe avuto senso senza il regalo…
I nuvoloni alla fine hanno avuto il sopravento e la pioggia è arrivata… Ma io continuo a voler vedere più vicino quel timido sole… o almeno ci provo!

Buon compleanno ancora!


Faccia a faccia con il mio fantasma

Non sapevo se sarebbe mai successo, ma ci speravo. Di certo un anno fa avevo avuto la netta sensazione che non l’avrei più rivisto. E anche ieri sera, finchè non l’ho avuto davanti agli occhi, ho stentato a credere che stessimo per incontrarci…
Ero tranquillissima, stranamente… Ci eravamo dati appuntamento quasi per caso, all’ultimo minuto… E mi sno anche divertita a farlo aspettare un po’… tutta “colpa” di questa nuova città e delle strade che ancora non conosco bene…

Mi aspettava al bar, e prima di avvicinarmi mi sono fermata un attimo ad osservarlo da lontano, appoggiato al tavolino mentre sfogliava il giornale. E in quel momento ho avuto la prima bella sorpresa della serata: non mi faceva l’effetto che pensavo mi avrebbe fatto! Il mio primo pensiero non è stato per tutto il male che ho patito a causa sua, ma è stato “eccolo lì, l’uomo con cui ho fatto il Sesso migliore che potessi immaginare”…
Poi mi sono avvicinata, sicura, serena, sorridente, e l’ho salutato con una battuta… Una risata, baci veloci sulle guance, sorrisi, sguardi… Nel giro di un istante già l’imbarazzo non c’era più…

Chiacchiera dopo chiacchiera, risata dopo risata, spritz dopo spritz, mi rendevo conto di quanto tempo avessimo perso dietro ad inutili paranoie, dietro a reciproci dispetti, dietro ad inutili accuse… Che io e lui avevamo una complicità imbattibile, nelle chiacchiere, nelle risate, nelle battute, nelle confidenze… E forse da qualche parte tutto questo c’è ancora…

E mi sentivo tranquilla, serena, contenta di avere davanti una persona a cui ho sempre avuto un gran bene, senza la benchè minima voglia di recriminare su qualcosa, o di ritirare fuori vecchi discorsi, vecchie ruggini…

Avevo bisogno di quello… Di guardarlo e di rendermi conto che fa tutto parte del passato, che per quanto io sia stata male adesso sto bene  e io sono più serena e più forte, che i ricordi ci sono tutti, e che resteranno sempre bellissimi… che lui sarà sempre una persona importante per me… Ma che non sono più innamorata di lui come lo ero fino a pochi mesi fa… Che adesso posso guardare in faccia il mio fantasma senza avere paura di lui, senza odiarlo, senza avere voglia di prenderlo a calci, di urlargli in faccia il mio rancore…

Ma quel rancore non c’è più… Ha lasciato il posto ad una consapevolezza nuova, alla serenità di poterci prendere un aperitivo insieme con il sorriso sulle labbra, di entrambi…

Lui avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, nella mia anima… Lui sarà sempre l’uomo che mi ha fatto scoprire il lato più passionale, istintivo, irrazionale  e intimo di me…

Un’0ra mi è bastata per capire che sto bene, che ho fatto pace con il mio fantasma, ma che soprattutto ho fatto pace con me stessa…

Non fa più male… E questa consapevolezza è una sensazione inebriante…


Quando e dove sarai pronta a chiudere con il passato?

Che in effetti Alterlogos ha centrato in pieno il punto… Insomma, sto facendo una fatica boia a chiudere il discorso…
Perchè in effetti il discorso chiuso non è, perchè ci sono mille cose in sospeso, perchè ho ancora troppi unti di domanda grossi come una casa in testa… E lo so che il problema è solo mio, che dovrei rassegnarmi all’idea che non tutto ha un perchè, che dovrei “prenderla con filosofia” e passare oltre, che dovrei smettere di analizzare ogni singolo istante e ogni singola parola passata alla ricerca di un motivo valido che giustifichi tutti i suoi comportamenti del cazzo ei miei confronti… Che vorrei almeno poter dire “si è comportato B perchè io avevo fatto A”… Vorrei poterci pensare con serentià e non come una questione irrisolta che non mi riesco a spiegare… Forse vorrei riuscire a perdonarlo e a pensare a lui senza maledirlo in continuazione… Ma come faccio a perdonare una persona che non ha chiesto scusa e che non ha neanche mai mostrato un briciolo di rimorso o di dispiacere per tutta la merda che mi ha costretto ad ingoiare?
Lui ne è uscito comunque in piedi… Sono io quella che ancora sta facendo fatica a rimettere insieme i pezzi… Ne sono uscita più malconcia di quanto mi rendessi controm entre c’ero dentro… Con l’impressione che avesse divorato la mia anima, succhiata per bene, e poi risputata fuori senza alcun rispetto… Mi ero fatta un film tutto mio, questo ormai è piuttosto chiaro… Neanche riesco più a credere che da parte sua ci sia stato un solo istante di affetto sincero nei miei confronti, che non è proprio possibile dai… Come avrebbe afatto a comportarsi così altrimenti, se solo avesse avuto un minimo di riguardo per la mia persona? Se solo fossi stata lontanamente nei suoi pensieri, non avrebbe fatto tutto quello che ha fatto…
Gli riconosco, però, la freddezza necessaria a lasciarmi andare una volta per tutte… Si è allontanato e basta, ha smesso di cercarmi dopo due anni di continui tira e molla, di allontanamenti e riavvicinamenti che si susseguivano senza tregua, per me! Si è allontanato e si è fatto odiare, perchè l’ha fatto in modo codardo ed insensibile… E’ sparito dopo che gli ho confessato, non senza difficoltà, quanto mi avesse fatto male un suo comportamento specifico… Quanto non riuscissi a superarlo… Quanto fosse impossibile per me togliermi dalla testa alcune cose… Forse si è reso conto di aver passato ogni limite, ma invece di avere la decenza di scusarsi per essersi comportato in quel modo, ha preferito sparire senza addurre giustificazione o scusa alcuna…
E io non riesco a perdonarlo…
Esattamente come non riesco a perdonare me stessa per essermi ridotta in quel modo, per avergli lasciato distruggere tutto quello che di bello provavo per lui… Avrei dovuto esserne un po’ più gelosa… Avrei dovuto avere un po’ più di cura per me stessa… Che se non ne ho io, come posso pretendere che ne abbia un altro?

Devo riuscire a chiudere con il passato, è vero… Ma mi sento troppo sospesa per riuscire davvero a farlo… Vorrei solo che in questo discorso ci fosse finalmente un punto e non solo tanti puntini di sospensione… Vorrei solo svegliarmi una mattina ed accorgermi che non fa più male…
Sto lasciando passare il tempo in attesa di quella mattina… E non penso sia il modo migliore per chiudere quel cassetto per sempre… Ma forse è l’unico a cui mi posso affidare…
Se qualcuno conosce un modo migliore, me lo faccia sapere, grazie…


In punta di dita

Sono giorni che ho questo post sulla punta delle dita… che mi chiedo se sia o non sia il caso di scriverlo… perchè è possibile che lui lo legga… e questo un po’ mi frena… perchè preferirei non sapesse che, ogni tanto, tra tutta la rabbia riaffiora un momento di dolcezza… ma in questi giorni è impossibile non pensre a certe cose…
Esco di casa ogni mattina e mi trovo davanti splendidi alberi ghiacciati… esco la sera e vedo sulla macchina e sulla strada quel velo brillante… e il gelo… il gelo mi ricorda quell’ultima bellissima sera…
L’ho maledetto quel momento… come ho maledetto il ghiaccio che quella sera mi ha preso il cuore e annebbiato la mente… perchè quella sera è stata tutta un’illusione… quella sera la mia testa non è riuscita a far tacere il cuore, l’anima… quella sera non sono riuscita a rendermi conto che lui non era lì con me perchè mi voleva, ma che lui era lì con me solo per convincermi che mi sbagliavo… E invece avevo ragione… eccome se avevo ragione… Si sarebbe allontanato, lo sapevo e l’ha fatto… Ha provato a convincermi che non sarebbe stato così, ma poi si è smentito da solo… e io odio il ghiaccio che quella sera mi ha spento la testa, che l’ha avvolta nel gelo e non l’ha lasciata pensare a quello che sarebbe stato… perchè lo sapevo, anche se mi sono illusa del contrario…
E mentre io ricordo quella sera, lui avrà già sostituito quei ricordi con quelli che riguardano lei… Perchè l’ha fatto cona ltri ricordi che erano nostri, e si è premurato di farmi sapere che momenti legati a noi, ora lui li lega ad un’altra…
A volte vorrei che non l’avesse fatto quella sera… che non mi avesse preso il cuore, perchè quello ha fatto… per me quella sera ha cambiato tante cose… quella sera ho smesso di amare l’amico ed ho iniziato ad amare l’uomo… e ho passato più tempo a negarlo che altro…
L’ho amato due volte e me ne rendo conto solo adesso… La prima volta l’ho amato per il suo modo di capirmi, di conoscermi, di ascoltarmi, per il suo modo di essermi amico, per il suo modo di essere sincero con me, anche brutale a volte, onesto sempre… L’ho amato per essere stato leale con me, per avermi sempre fatto sapere che su di lui potevo contare, senza mai dirlo… Ho sempre pensato che l’amicizia fosse ua delle forme d’amore più belle… e con lui questo era la realtà… amavo l’amico anche quando era “solo” amico… prima che le cose cambiassero, prima che ci accorgessimo di poter essere anche altro… e ora odio l’amico per avere buttato via tutto… quella sincerità totale, quella complicità, quella comprensione, quelle confidenze, quelle continue battutine, quella consapevolezza di potersi dire tutto, come non si può dire a nessun altro…
La seconda volta l’ho amato senza quasi rendermene conto… l’ho fatto in silenzio, a debita distanza, cercando di non intralciare la sua vita e la sua storia… l’ho amato mentre lui amava un’altra, cercando comunque di dargli quello che avevo dentro, anche se lui non lo voleva… l’ho amato con intelligenza, o almeno ho provato a farlo… l’ho amato cercando di non essere gelosa, cercando di lasciargli vivere la sua vita e le sue passioni, che lo conoscevo fin troppo bene e sapevo che le avrebbe vissute comunque, con o senza il mio appoggio… l’ho amato per il cane randagio che era e che è, per l’animale che sceglie in quale giardino dormire, da chi nutrirsi, da chi lasciarsi coccolare… l’ho amato anche se non ha scelto me… l’ho amato perchè anche se lui non amava me, non cambiava quello che provavo io… l’ho amato… e l’unica volta che gliel’ho scritto, lui ha fatto finta di non leggerlo… e ora odio l’uomo per avermi dato tutto e per avermelo tolto da un momento all’altro… lo odio per avermi presa in giro… lo odio perchè ha pensato di potermi prendere e mollare quando voleva, sapendo quello che provavo per lui… lo odio per avermi fatto male senza accorgersene, quel male che preferivo tenere per me cercando di non farglielo pesare… lo odio perchè non mi ha dato quello che meritavo… lo odio perchè non ha mai avuto un briciolo di rispetto per me… lo odio perchè si è dimenticato che ero prima di tutto amica… e che se solo se ne fosse ricordato, tante cose che ha fatto non le avrebbe fatte…
L’ho amato due volte… E ora lo odio una volta sola, ma doppia…


Boom!!!

Perchè non si può negare… Io quando scoppio, scoppio… E a sto giro sono scoppiata di brutto…
Se qualcuno mi fa male una volta posso pensare che sia colpa sua, perchè è un bastardo, perchè non ha rispetto, perchè è uno stronzo e bla bla bla, ma se quella stessa persona mi fa male una seconda volta, allora è colpa mia, perchè sono una stupida,. nient’altro che una stupida che si lascia infinocchiare con poche parole e qualche moina… Ma io sbaglio una volta, non la seconda… E ora non mi resta altro da fare che imparare la lezione.
Ma il punto non è questo… O almeno non solo… Mi sto facendo un sacco di domande… Mi chiedo se non fosse colpa mia anche la prima volta che quella persona mi ha fatto male… In effetti uno che legge questo blog o che vede le immagini che posto può tranquillamente pensare che io sia una che non ha molti problemi a darla via… Una che conosce il potere della sua figa e che la usa per questo… Una che sbandiera la propria sessualità, la propria sensualità, le proprie voglie in modo piuttosto esplicito e che non ci gira molto intorno… Chi legge, quindi, può anche essere autorizzato a pensare che io possa essere una che non si fa molti problemi e che la vive in modo leggero… Insomma, si potrebbe tranquillamente pensare che io sia una figa con la donna intorno!
E se ho la casella piena di mail di uomini che scoperebbero con me seduta stante, è evidentemente perchè io trasmetto l’idea che sia quello che a me interessa…
Per cui, se un uomo mi tratta come una da scopare e basta, come una da prendere e mollare in base al “vento” o a tiramenti di cazzo vari ed eventuali, forse è perchè IO gli ho lasciato pensare che a me vada bene…
Faccio Mea Culpa, quindi… Solo ed esclusivamente Mea Culpa se qualcuno si è permesso di trattarmi come una che non merita rispetto alcuno…

Sono io la prima che si mostra come una figa con la donna intorno, per cui se mi trattano come tale non mi devo stupire…

Ma adesso si cambia… Stavolta è molto meglio se la figa me la chiudo a chiave!!!


Colpo da Maestro

Non c’è che dire…
Sei stato proprio bravo…
Mi hai fatta riavvicinare…
Hai ravvivato le mie emozioni giusto quel tanto che bastava a rendere tutto più fatale…
E poi, quando meno me l’aspettavo, hai assestato il colpo…
Proprio dove la ferita si stava rimarginando…

I miei complimenti…

Proprio un colpo da Maestro…