Quello che le brave ragazze non dicono

Solo per palati fini…

Punto

La Falena (che prima si chiamava in un altro modo ma magari ve lo dirà lei) mi ha fatto notare che non scrivo da un po’. Dal 6 luglio, per l’esattezza. dall’ennesimo punto messo con il Giornalista, che poi si è rivelato essere quello quasi definitivo. Il punto, intendo.

Perché quello è stato il penultimo punto. Il punto definitivo è arrivato un paio di settimane dopo, quando sulla mia timeline di facebook è comparso un suo post pubblicato sulla bacheca di un locale che seguo anch’io, in cui c’era scritto più o meno così

“Ragazza mora con gli occhiali e i capelli lunghi, due tatuaggi, uno sulla schiena e uno sulla spalla, vestito lungo a righe che ieri sera era al concerto di XYZ, più o meno a metà platea, se ci sei batti un colpo.”

Penso sia inutile evidenziare che quelle parole le aveva scritte il Giornalista. Altrettanto inutile è sottolineare che quella ragazza mora con i capelli neri e gli occhiali non ero io.

Per cui tutto sto tira e molla sei è concluso con uno screenshot inviato all’istante e un “Complimenti per l’onestà” a cui non è mai seguita risposta. Però il post dalla bacheca del locale è sparito.

Insomma, io le tranvate o le prendo bene o non sono mica contenta.

Mi pare molto, molto chiaro, che il Giornalista non avesse proprio nulla di tutto quello che elencavo nel post precedente come indispensabile per l’uomo che avrei voluto a fianco a me.


Il re dei passi indietro e la regina che sceglie per non subire

Fatto sta che alla fine Il Giornalista si è rivelato il re dei passi indietro. Ogni singola volta in cui si sbilanciava nei miei confronti giusto quel filo in più del solito, era poi seguita da giorni e giorni di silenzio.

E io, che con queste cose proprio non vado d’accordo, all’ennesima sua sparizione ho risposto con un sonoro “Non ho tempo di correrti dietro, non sei tu che sconvolgi la mia vita!”. Insomma, al Re dei passi indietro ho fatto conoscere la Regina che sceglie per prima, per il terrore di subire le scelte altrui.

Il fatto che lui non abbia mai risposto a quel messaggio, parla decisamente molto chiaro.

Nei giorni scorsi, poi, ho saputo che il mio ex si sposa. Proprio negli stessi giorni in cui io mandavo a quel paese Il Giornalista (che nel frattempo le mie amiche hanno ribattezzato “Il Scritore“). E io sono senza dubbio molto contenta per il mio ex. Lui è una bravissima persona, anche se non era la persona per me. Ed è una brava persona anche la sua futura moglie, che ho avuto occasione di conoscere al matrimonio di un’amica comune.

Fatto sta che, quando l’ho saputo, mi sono trovata a fare i conti con tutto quello che io non ho fatto nel frattempo. Sono passati sei anni da quando l’ho lasciato. Lui dopo due mesi stava già con lei, ed è arrivato a sposarsela. Io invece ho collezionato solo storie sbagliate, amori non corrisposti, amici di letto che si sono comportati più o meno bene nei miei confronti, cambi di lavoro e di città alla ricerca di qualcosa che ancora non arriva. E in tutto ciò io ancora non sono riuscita a trovare una persona con cui potessi avere davvero voglia di condividere un po’ di intimità. Una persona da far entrare nella mia vita, nelle mie abitudini, nei miei (piccoli) spazi, nelle mie insicurezze.

A 32 anni vivo come avrei potuto vivere a 22, se non fossi stata fidanzata. Solo che, a rigor di logica, oggi dovrei essere più sicura, consapevole, indipendente e realizzata. E invece sono ancora un work in progress. Un casino stratosferico. Un grosso punto di domanda.

Però intanto provo a godermela, nella speranza che prima o poi un po’ di stabilità arrivi anche per me!


Lui. Sempre lui.

Era l’una di notte ed ero ancora al pc a lavorare… L’ultimo incarico che ho accettato mi ha messo sul groppone una grossa quantità di lavoro da fare extra e passerò su quel progetto tutto il weekend.

Eppure mentre scrivevo, scrivevo e scrivevo come se non ci fosse un domani mi era venuta una strana voglia. Ho preso il cellulare e ho selezionato il suo numero. “Andrei in un privè ora” gli ho scritto… La sua risposta non si è fatt attendere troppo, e come spesso succede è stata una di quelle risposte in grado di accendermi…

“Vediamoci adesso””Sto tornando a casa ubriaco”
“Non andare a casa… Vieni da me…”

Da me non c’è venuto, ma la telefonata che è seguita a quello scambio iniziale di messaggi è stata una di quelle cose in grado di riconciliarti con il mondo.

“Non chiedermi perchè ti sto chiamando… Non lo so…””Non serve un perchè, va bene così…”

Io non sono una che parla molto di quello che prova, ma sarà stato perchè era note fonda, perchè avevo voglia di lui o semplicemente perchè era ubriaco e sapevo che probabilmente non se le sarebbe ricordate, ma gli ho detto cose che a voce non mi sarei mai sognata di dirgli… Magari qualcuna gliel’avevo scritta… Di sicuro lui le sapeva già senza che gliele avessi mai dette… Ma anche far uscire certe parole è un piacere, a volte… E di sicuro qualcosa di liberatorio.

Allo stesso modo è stato bello sentirle da lui certe cose che probabilmente non vorrebbe neanche ammettere…

“Non so cos’hai… Non me lo spiego…”
“Non servono spiegazioni per forza… Nonostante tutto io sono ancora qua. Ti ho sempre voluto bene e te ne vorrò sempre. Sono l’unica che ti ha sempre lasciato libero di essere quello che sei.”
“Si, questo è vero…”

Ubriaco a sparlare verità, come dice lui, come piace a me…

Paole che lasciano spazio a pensieri, a voglie… e in un attimo mi sento ancora sua, come non succedeva da un sacco di tempo.

Sua come non mi sono mai sentita di nessun altro. Sua perchè sua voglio essere io.

E mi rendo conto che a volte il sesso può essere appagante anche se solo immaginato, per quanto il desiderio sia in grado di farti sentire piena, per quanto i pensieri siano in grado di violarti e violentarti l’anima.

Certi legami non si possono spiegare. Ne sono sempre più convinta. Io ho addirittura la fortuna di porteli vivere…


Dal collo in giù

Qualche minuto fa su whatsapp si disquisiva amabilmente con un’amica sulle rispettive sfighe con il sesso opposto e ci si chiedeva perchè noi care donzelle pensanti e con una certa dose di carattere non fossimo piene di corteggiatori come, in realtà, sarebbe giusto che fossimo 😛

Alla fine siamo giunte sempre alla stessa conclusione: è la taglia che ci frega.

Ben inteso, tra le due l’unica che ha una taglia deprecabile sono io (ommioddio, la 50 non dovrebbe neanche entrare per sbaglio in un negozio di abbigliamento!!!), che lei ha una normalissima 46, ma la conversazione è stata più o meno questa:

Lei: “Gli uomini considerano solo gambe, culo e tette… Il resto non conta! E tu hai delle belle gambe… vorrei averle io le tue gambe!!!”
Io: “eh no, così non vale… Se la mettiamo così io vorrei due occhioni azzurri come i tuoi e la tua pelle di porcellana!”
Lei: “Ah ma che c’entra… Anche Riccardo mi ha confermato che il taglio che opera l’uomo è all’altezza del collo!”
Io: “Beh perfetto direi… Allora la mia panza è proprio al centro della loro inquadratura!!!”

Che poi, io ci rido e ci scherzo perché, per fortuna, ho imparato che esiste l’autoironia e che è molto più semplice usarla che dover sopportare le prese per il culo dei simpaticoni di turno… Il problema è che poi, alla fine, per me è un problema davvero anche se, magari, in alcuni rari casi per gli altri un problema non è. Ne parlavo anche con la mia coinquilina qualche giorno fa. Ho il terrore di entrare nei negozi di abbigliamento perchè tanto so di non trovare nulla che mi va bene. Ho il terrore di entrare da sola in un luogo affollato perchè la gente mi guarderebbe storta (che magari non è vero, ma io li vedrei comunque guardarmi storta!). Ho il terrore di girare da sola perchè poi la gente pensa “ti credo che è da sola, quella cicciona!”. Ho il terrore di andare a fare un colloquio di lavoro perchè penso che la mia taglia fuori dal normale possa rischiare di mettere in secondo piano le mie qualità. Ho il terrore di non piacere agli uomini. Ma soprattutto ho il terrore di lasciare avvicinare gli uomini a cui, invece, per qualche strano motivo che io non riesco a vedere, io piaccio. Insomma, se uno mi si avvicina in un locale penso “Chissà quanto ha bevuto per venire proprio da me!”, oppure “Se ci prova con me è evidente che ci ha provato con tutte e che tutte l’hanno mandato a stendere”…

Nel post precedente dicevo che o tutti gli uomini son cretini oppure me li trovo tutti io… Ecco, a volte penso che sia più vera la seconda ipotesi. Probabilmente la mia autostima è talmente bassa da non riuscire a prendere in considerazione di poter meritare davvero qualcosa di meglio rispetto allo stronzo di turno.

Però poi capita di andare ad un matrimonio e di trovarsi davanti, dopo tipo 15 anni, il bulletto che in pulman alle medie ti prendeva in giro perchè eri grassa, facendoti tornare a casa ogni giorno con le  lacrime agli occhi. E capita anche che magari ti avvicini e lo saluti e vedendo che lui non ti riconosce subito. E poi magari capita anche di vedere la sua mascella cadere inesorabilmente ogni volta che gli passi vicino, in tutto il tuo meraviglioso orgoglio curvy, fatto di una sensualità diversa e di forme che gli uomini di solito non prendono in considerazione neanche per sbaglio. E si, in quel caso forse un po’ di autostima ti torna!

Ley è Tara Lynn. Una delle più pagate modelle plus size al mondo. Se qualcuno ho il coraggio di dire che non è bellissima e sexy da morire mi incazzo!!!


Pc sulle gambe e tazza di the in mano

Fuori piove, mi godo una bella serata di solitudine nella mia nuova casa… La mia coinquilina è fuori con il suo ragazzo, e io mi g0do questo posto che mi piace sempre di più… Io qui ci vivrei davvero, sempre, non soltanto dal lunedì al venerdì, e ci vivrei da sola… Cambierei questo divano, che non è il massimo della comodità, ma il resto mi piace tutto… tutto!
Mi piace arrivare in casa la sera dopo una giornata in ufficio, mettermi sul divano con il pc sulle gambe a scrivere gli articoli per il giornale, e poi iniziare a cucinare ascoltando il tg…
Sto bene, da sola sto bene… La mia coinquilina è tranquilla, anche troppo per i miei gusti… Tutta casa, lavoro, chiesa e fidanzato… Io, invece, mi sono fatta quel famoso regalo che volevo farmi da un po’ e di cui avevo parlato in un post arretrato… è rosa… e vibra 😉
Il lavoro va bene… Con una delle mie colleghe ci avevo pure fatto l’università… Non conosco moltissima gente in zona, ma tra compagni di università ed amiche varie qualche serata in giro non me la faccio mancare… Che poi io di questa città e del suo modo di vivere mi sto innamorando davvero…
Sono tranquilla, serena… Non ero così rilassata da non so neanche più quando… E mi dicono che mi si veda anche in faccia, che io sia più bella, che abbia una luce nuova neglio occhi…
Sono una rosa che sboccia di nuovo, a primavera… Magari mi ono persa qualche fioritura negli ultimi anni… Ma adesso recupero il tempo perduto…


Mi è venuta voglia di…


“Ops…”

Oggi girando per blog ho trovato la foto di un’autoreggente smagliata che mi ha riportato la mente in uno di quegli angoli di cuore che custodisci nel modo più geloso che ci sia…

Conservo una calza a rete, rotta in un momento di passione infinita…
La conservo come se fosse la cosa più preziosa del mondo…
Mi ricorda che non è solo un ricordo, ma che è successo davvero…
Anche se in un tempo e in uno spazio ormai lontanissimi…